Anselm Kiefer

Anselm Kiefer | I Sette Palazzi Celesti (particolare)

I Sette Palazzi Celesti

A cura di Lia Rumma

L'HangarBicocca ha aperto le sue porte al pubblico per la prima volta a settembre 2004 presentando la monumentale opera I Sette Palazzi Celesti che Anselm Kiefer ha realizzato appositamente per lo spazio, scegliendo di occupare l'intero volume della navata più grande all'interno del corpo centrale dell'Hangar.

Ispirandosi alla mistica ebraica della Cabala, il libro della vita, l'artista ha creato sette torri monumentali in cemento armato e piombo, che simboleggiano l'esperienza mistica dell'ascensione attraverso i sette livelli di spiritualità.

Emblemi quindi della condizione umana, le torri di Kiefer sono al contempo architetture reali, abitabili, pur nella loro pericolosa inagibilità, distrutte dal tempo e dall'incuria degli uomini, dimenticate dalla storia. L'artista, per la costruzione dell'opera ha adottato come unità modulare la 'sezione universale' del container per il trasporto merci, simbolo della globalizzazione del paesaggio urbano moderno.

I Sette Palazzi Celesti, opera unica nel suo genere per i materiali utilizzati e per le dimensioni monumentali, è stata acquisita nel 2005 diventando un'installazione permanente.


 

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I Sette Palazzi Celesti

I Sette Palazzi Celesti sono descritti nell'antico (V°-VI°sec. d.C.) trattato del Sefer Hechalot (Il libro dei palazzi) insieme alla complessa architettura dei Cieli, e all'esperienza diretta della presenza di Dio, il principale oggetto della letteratura mistica più in generale.  Prima di arrivare alla presenza di Dio in trono, lo Ioréd -cioè colui che vuole salire la scala della merkava-- deve passare attraverso i Sette Cieli e quindi percorrere le Sette StanzePalazzi Celesti, di cui è possibile varcare la soglia eludendo la sorveglianza degli angeli che le custodiscono, solo grazie ad inni, parole e simboli magici. E' questo simbolico cammino d'iniziazione spirituale che Anselm Kiefer propone nella sua installazione nell'HangarBicocca, curata di Lia Rumma.

Le sette torri sono costruite assemblando 85 setti angolari portanti in cemento armato (dal peso di 6 tonnellate l'uno) realizzati nello stesso Hangar usando container di colore blu e rosso come cassaforma (e dai quali gli elementi mutuano anche le dimensioni 2,5x2,5 della sezione), 42 solette (del peso di 2,5 tonnellate ognuna) irregolarmente forate al centro per produrre un canale interno continuo fino alla sommità di ciascuna torre, 160 libri di tre formati diversi e 90 cunei di piombo. Lo schema planimetrico dell'installazione è stato predeterminato dall'artista, secondo criteri esclusivamente visivi in relazione allo spazio delle navate dell'Hangar, al momento del montaggio della prima opera, affinché potessero essere realizzati nel pavimento del capannone anche dei piani di posa armati sui quali ogni torre grava con un peso di circa 90 tonnellate.  Kiefer pone a base di ogni costruzione un tappeto di libri e cunei di piombo, che si stratificano anche nei piani successivi, realizzando un simbolico espediente tecnico che consente alla costruzione, di elementi solo sovrapposti, di crescere secondo una configurazione in evidente babelico squilibrio visivo, ma, allo stesso tempo, anche in sorprendente equilibrio statico.

L'artista conclude ciascuna torre con elementi strutturali di coronamento ed elementi di decorazione e caratterizzazione variabili secondo il titolo e il soggetto associato ad ogni "palazzo", realizzando così le 7 variantiindividui del tipo che costituiscono l'installazione.

Sefiroth, l'unica torre di soli 5 livelli, perché posta a ridosso dell'ingresso dell'Hangar, termina con una semplice soletta piana sulla quale è disposta una pila di 7 libri di piombo (del peso di circa 100 kg ognuno), mentre reca sul fronte le iscrizioni al neon realizzate con la grafia di Kiefer delle 10 sefiroth che compongono lo schema cosmologico dell'albero della vita e la materia stessa del creato secondo la cosmologia del misticismo ebraico:

1.Keter (Corona Suprema) 2. Chochmah (Saggezza) 3. Binah (Intelligenza) 4. Chesed (Amore) 5. Gevurah (Potere)  6. Tiferet (Bellezza) 7. Netzach (PazienzaTolleranza) 8. Hod (Maestà) 9. Yesod (Fondazione del mondo) oppure Tzaddik (Giustizia) 10. Malchut (Regno)

I cabalisti includono tra queste Sefirot delle qualità apparentemente umane come la volontà, la saggezza, l'amore, ma le considerano non semplicemente come aspetti della mente umana ma anche come gli elementi propri del mondo stesso.  Inoltre, sebbene vi siano 10 Sefiroth che comprendono tutta la realtà, ci sono solo sette palazzi celesti, e ciò è dovuto al fatto che le Sefirot sono divise in due gruppi:  le tre superiori e le sette inferiori.  Generalmente, le tre superiori non hanno una reale influenza sul nostro mondo fisico.  Esse sono al di sopra e al di fuori dei confini del nostro vicinato cosmico.  Le sette sefirot inferiori, invece, influenzano direttamente il nostro mondo.  Il numero 7 nella filosofia gnostica ha, infatti, il significato cosmologico di "materia generante".

Melancholia (Stelle cadenti), di 6 livelli, presenta come elemento terminale di caratterizzazione un muro ad elle richiuso a "portafogli" con un angolo leggermente acuto sul quale è posta una soletta con sovrapposta una pila di libri di piombo e il poliedro utilizzato da Durer nella famosa incisione che rappresenta la personificazione del temperamento malinconico. Questa torre è anche caratterizzata dalla presenza al suolo alla sua base, e sui suoi sporti, di "Stelle cadenti" realizzate in collaborazione con l'artista da un gruppo di studenti del Diploma di Secondo Livello, Biennio Specialistico Arti Visive, dell'Accademia di Brera diretti dal Prof. Correggia e dalla professoressa Ferrario, applicando su lastra di vetro la classificazione numerica delle stelle dell'astronomia moderna secondo la loro distanza, colore e massa, e quindi l'inevitabile associazione con i numeri tatuati sulle braccia dei prigionieri nei campi di concentramento.

Ararat dal nome del monte in Armenia dove si sarebbe arenata l'Arca di Noè rappresentata dall'artista con un modello di nave da guerra in piombo dispone come sesto livello di un solo setto ad elle, ruotato leggermente per fornire un minimo appoggio alla soletta di coronamento posata "a bandiera".

Linee di campo magnetico Un analogo elemento di coronamento, rispetto alla torre Melancholia ma ancora più richiuso a "portafogli", é impiegato da solo, come settimo livello della scultura più alta dell'installazione (18 metri). Al di sotto di questo elemento, Kiefer ha srotolato dei nastri di piombo (in un primo momento collocati all'esterno sulle facciate) sui quali sono applicate sequenze fotografiche di nuvole e rocce.  Alla base della torre è deposta, in questo caso, una cinepresa per l'impiego della pellicola di piombo --notoriamente l'unico materiale che non si fa attraversare dalla luce, e perfino dalle radiazioni.

JH e WH (Tikkun) Le torri "gemelle" insistono su una comune piastra di appoggio che appare disseminata di meteoritiSefiroth numerati e realizzati in piombo fuso.  Gli elementi di coronamento di queste due torri, composti entrambi da un setto ortogonale con sovrapposta soletta (sui quali Kiefer ha disposto una pila di 9 libri e l'iscrizionetitolo in lettere capitali realizzate al neon), si ricompongono in unità, insieme con la parola JHWH, disponendo l'angolo aperto l'una verso l'altra.

Quadri Cadenti, l'ultimo "palazzostanza celeste" di sei livelli, rivolge l'angolo aperto del coronamento, analogo a quello delle 2 torri precedenti ma con una pila composta da meno libri, verso lo spazio interno dell'installazione.  I quadri cadenti, rappresentati, come i ritratti delle Regine di Francia, dalle sole cornici in ferro e dal vetro relativo (qui ridotto in frantumi) sono trattenuti da ogni sporto delle superfici della torre e giacciono anche al suolo.

Anselm Kiefer | I Sette Palazzi Celesti (particolare)

Anselm Kiefer | I Sette Palazzi Celesti (particolare)
Hangar Bicocca, installazione permanente
Foto: StudioBlu-Torino

Eventi

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Merkaba | Anselm Kiefer Data di pubblicazione: 9/9/2006
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